il-profumo-del-caffe-espressoIl profumo è la prima caratteristica che incontriamo al momento dell’assaggio di una tazzina di caffè. Prima ancora del gusto, l’aroma del caffè ci inebria e ci introduce alla magica esperienza dell’assaggio.

I profumi del caffè

Ogni varietà di caffè ha un complesso bouquet di aromi che accompagnano l’assaggio in tutte le sue fasi. Il set di aromi varia in base alla pianta di caffè, al clima in cui viene coltivata, al metodo di lavorazione del chicco (lavato o naturale) e infine alla tostatura, il processo durante il quale il chicco si arricchisce di tutti i suoi profumi. Soltanto con un sapiente processo di tostatura e raffreddamento il potenziale aromatico del chicco verrà sprigionato e catturato e si eviterà l’emergere del fastidioso retrogusto “bruciato”.

Piccola guida ai profumi del caffè

Conoscere le più comuni note aromatiche che possono essere presenti in una tazzina di caffè è il primo passo per un assaggio più attento e appagante. Durante la prossima pausa caffè, prova a riconoscere quali di queste note sono sprigionate dalla tua tazzina (sensazioni olfattive dirette) e quali accompagnano l’assaggio durante e dopo la consumazione del caffè (le cosiddette sensazioni olfattive retronasali).

Riconoscerai sicuramente almeno uno di questi profumi: tabacco, legno, spezie, caramello, cacao, cioccolato, pane tostato, nocciole e frutta con guscio, note vanigliate, floreali (il gelsomino è un profumo rintracciabile in molti 100% Arabica), agrumate e fruttate.

Il profumo del vero espresso italiano

Secondo l’Istituto Internazionale Assaggiatori Caffè e l’Istituto Nazionale Espresso Italiano, il vero Espresso Italiano Certificato si può riconoscere non solo dall’aspetto e, ovviamente, dal gusto, ma anche dal suo inconfondibile profumo: “L’aroma deve essere intenso e ricco di note di fiori, frutta, cioccolato e pan tostato”.

 

beethovenBere caffè può farti diventare un genio? Sappiamo che la caffeina e le altre sostanze naturali contenute in una buona tazza di caffè espresso hanno la proprietà di risvegliare il cervello, potenziare la memoria e migliorare l’umore. Forse non lo sai, ma molti grandi geni del passato erano dei veri maniaci del caffè.

Beehetoven beveva 60 chicchi di caffè per tazza

Nella biografia ufficiale del grande compositore tedesco Ludvig van Beethoven si parla molto della sua ossessione per il caffè. Beethoven era famoso per essere iracondo e di poca compagnia, ma non mancava mai di offrire il caffè ai suoi ospiti. Per ogni tazza di caffè che preparava si preoccupava di tostare ben 60 chicchi di caffè. Il risultato doveva essere bello carico!

La cantata del caffè di Bach

Anche un altro compositore, Johann Sebastian Bach era un grande consumatore di caffè. Nella Vienna del ’700 il caffè stava diventando una vera moda tra gli intellettuali e gli artisti d’Europa, tanto che Bach arriva a dedicare alla bevanda una famosa cantata, la Cantata del caffè appunto che recita così “Ben al di là di tutti gli altri piaceri, più raro di gioielli o tesori, più dolce del chicco della vite. Sì! Sì! Il più grande dei piaceri! Caffè, caffè, quanto amo il suo gusto! E se volete guadagnarvi la mia benevolenza, sì. Sì! Datemi il caffè, datemi il mio caffè forte!”

Voltaire beveva anche 50 caffè al giorno

Lo scrittore e filosofo illuminista Voltaire è uno dei primi “coffee addicted” di cui esista una testimonianza storica. Poteva arrivare a bere persino 40-50 tazze di caffè al giorno. Il caffè che beveva Voltaire non era la raffinata tazzina di espresso dei giorni nostri, ma un miscuglio brodoso di caffè macinato e cacao. Nonostante il parere contrario suo medico personale, Voltaire ha bevuto tranquillamente caffè fino all’età di ottant’anni.

Il caffè dolcissimo di David Lynch

Veniamo ora ad un genio contemporaneo, David Lynch, il bizzarro regista americano autore di Twin Peaks e The elephant man. A Hollywood tutti conoscono la passione sfrenata di Lynch per il caffè. Beve almeno 5 tazze di caffè al giorno, tutte abbondantemente zuccherate. Lynch ama così tanto il caffè da averlo inserito nelle scene principali di molti suoi film di successo, inoltre qualche anno fa ha lanciato una sua linea personale di caffè biologico.

 

 

come conservare l'aroma del TèCome il caffè, il tè è un alimento che deve essere conservato con molta cura perché la sua delicata fragranza e le sue proprietà organolettiche si conservino nel tempo. Oggi rispondiamo a tre domande che sicuramente ti sarai fatto mettendo ordine nella cucina: Ma il tè scade? Dopo quanto tempo? Come devo conservarlo? 

Il tè scade?

Il tè non ha una vera e propria scadenza e, se ben conservato, non diventa acido e non assume cattivi odori. Con il tempo, però, i suoi oli naturali si disperdono e le foglie perdono il loro aroma. Per capire se un tè non è più buono è sufficiente testarne il profumo o prepararne una tazza per verificare che il gusto sia intatto.

Per quanto tempo si conserva il tè?

Mediamente, le foglie di tè conservano la loro fragranza e le loro proprietà organolettiche per circa un anno, ma questo varia in base alla cura nella conservazione e alla varietà di tè. Un tè nero aromatizzato ben conservato può essere buono anche dopo due anni, mentre il tè verde e il tè bianco perdono l’aroma più rapidamente e dovrebbero essere consumati entro sei mesi.

In generale, se un tè viene lavorato arrotolando le foglie senza spezzarle, come accade ad esempio negli Oolong, gli oli si disperderanno più lentamente. Se invece le foglie sono spezzate o di dimensioni più piccole, il contatto con l’aria favorirà la dispersione degli aromi.

Il modo migliore per conservare il tè

Con alcune accortezze puoi prolungare il periodo in cui il tè mantiene intatta la sua fragranza. Conserva il tè in recipienti di legno, ceramica o latta non trasparenti: la luce, insieme all’ossigeno, è uno dei peggiori nemici delle foglie di tè essiccate. Un errore comune è conservare il tè nello stesso armadietto di spezie e caffè: questo sarebbe da evitare perché il tè (come il caffè) assorbe facilmente gli odori che lo circondano. Un altro fattore importantissimo è la temperatura: riponi il tè il più lontano possibile da fonti di calore, come termosifoni o fornelli.

il-cioccolato-fabene-ai-dentiOggi sfatiamo un mito sul cioccolato: il cioccolato non fa male ai denti, anzi, il cioccolato fondente aiuta a rinforzarli e a prevenire le carie. Lo ha dimostrato uno studio dell’Università di Osaka e il Congresso Nazionale del Collegio dei Docenti Universitari di Odontoiatria l’ha confermato.

Le due azioni del cacao amaro

Il seme di cacao è ricco di moltissime sostanze utili ai nostri denti. I fosfati e i floruri prevengono la demineralizzazione dello smalto del dente, rinforzandolo e prevenendo placche e carie. Il cacao amaro è anche ricco di agenti antibatterici naturali che contrastano l’azione del principale artefice delle carie: un batterio chiamato Streptococco mutans, che si trova comunemente nel cavo orale.

Quale cioccolato fa bene ai denti?

Secondo i ricercatori, il cioccolato con maggiori benefici per la protezione dei denti è il cioccolato fondente contenente almeno l’80% di cacao (oppure la cioccolata amara in tazza). Le sostanze antibatteriche e anti-demineralizzanti sono presenti in grandi quantità nella parte esterna del seme, che viene eliminata nel processo di lavorazione del cioccolato. Per questo motivo, per sfruttare ancora meglio il potenziale del seme di cacao, gli studiosi hanno proposto l’aggiunta dell’estratto della buccia dei semi a prodotti dolciari e persino ai dentifrici.

Gli alimenti che prevengono le carie

Oltre al seme di cacao e al cioccolato fondente, gli altri alimenti di uso comune che aiutano a prevenire le carie e a rinforzare i denti sono il e il caffè, ricchi di flavonoidi, i latticini, grazie all’azione del lattosio e del calcio, i frutti di bosco (in particolare i mirtilli) e moltissime verdure ricche di fibre come il sedano, la cicoria e il cavolo.

 

 

torta carote e caffèOggi ti proponiamo una gustosa variante della torta Camilla, la tradizionale torta di carote: aggiungiamo alla ricetta il nostro ingrediente preferito, il caffè. Il risultato è una torta gustosa, semplicissima da preparare e ricca di proprietà benefiche. Ecco come preparare una perfetta torta di carote e caffè, con un piccolo segreto per ottenere un gusto ancora più elegante e originale.

Come preparare la torta di carote e caffè

Gli ingredienti per la nostra torta sono 300g di carote fresche, 100g di zucchero, 100g di farina, 50g di fecola, 3 uova, 1 bustina di lievito per dolci, caffè Arabica macinato per moka.

Preparare la torta di carote e caffè è semplicissimo. In una ciotola, versa nell’ordine, mescolando: le carote pulite e tritate finissime, le uova, lo zucchero, la farina e la fecola, il lievito. Ed ora il segreto per aggiungere un tocco di classe alla tua torta: molte ricette per le torte al caffè utilizzano il caffè liofilizzato in polvere; noi ti suggeriamo invece di preparare un vero caffè con la Moka, utilizzando una miscela di Arabica macinata fine. Prepara una caffettiera per 3-4 persone e aggiungi il caffè all’impasto, amalgamando il tutto con un cucchiaio.

Cuoci in forno per 20 minuti a 160° e per altri 25-30 minuti a 180°. Servi con un’abbondante spolverata di zucchero a velo e guarnisci il bordo del piatto con un po’ di caffè macinato o con chicchi interi. Una torta diversa dal solito, perfetta per la colazione o per accompagnare il tè delle 5.

Le proprietà benefiche della carota

La carota è ricca di beta carotene, un nutriente che svolge un’azione protettiva del sistema immunitario, dell’occhio, della pelle, dei tessuti e delle ossa. La carota contiene anche alte quantità di vitamine B, D e E ed è ricca di glutatione, un importantissimo antiossidante che combatte i radicali liberi. Le proprietà della carota, unite a quelle del caffè, fanno di questa torta un grande alleato della nostra salute, in particolare nella prevenzione dei tumori. Per questo la AIRC (Associazione italiana per la ricerca sul cancro) ha scelto proprio la torta di carote e caffè come “torta anticancro”. Per un dolce ancora più salutare puoi sostituire lo zucchero di canna grezzo a quello raffinato e la farina integrale a quella di tipo 0.

Buona torta di carote e caffè!

 

caffè con il ginseng e espresso italiano

photo credit: Waleed Alzuhair via photopin cc

Di che colore è il caffè? La cultura del caffè è fatta di ricette, di varietà di caffè, di modi di prepararlo e gustarlo. Naturalmente è fatta anche di tantissime sfumature di colore. Ma qual è il colore di un caffè espresso perfetto?

Il colore naturale del caffè

La bacca del caffè allo stato naturale è simile ad una ciliegia e può assumere una colorazione che va dal giallo, al rosso, al marrone oliva, a seconda della varietà della pianta e dallo stadio di maturazione del frutto. Il chicco del caffè essiccato invece è verde. La colorazione finale infatti è conferita principalmente dal delicato processo di tostatura.

Il colore del caffè tostato

I chicchi verdi del caffè per ricevere il loro caratteristico colore finale devono essere tostati. Nel corso della tostatura il caffè viene portato ad una temperatura che può essere compresa fra i 120°C della tostatura chiara fino ad un massimo di 300°C nel caso della tostatura scura. Esiste anche una tostaura media, intorno ai 240 °C, che è anche il grado di tostatura più comune nel caffè espresso. La tostatura oltre ad influire sul colore finale del caffè condiziona il gusto e le caratteristiche organolettiche della bevanda finale

Il colore del vero espresso italiano

Il disciplinare dell’Espresso Italiano Certificato stabilisce delle caratteristiche precise per il caffè espresso italiano perfetto, tra le quali naturalmente rientra anche il colore della crema e del caffè: “una tazzina con circa 25 millilitri di caffè ornato da una crema consistente e di finissima tessitura, di color nocciola tendente al testa di moro, resa viva da riflessi fulvi.” Ecco svelato il colore del caffè espresso perfetto, un caldo nocciola che tende a striature più scure.

rito-del-caffe-etiopiaL’Etiopia è considerata la patria del caffè (ti abbiamo già raccontato la leggenda del pastore etiope che per primo scoprì l’effetto dei chicchi di caffè) e ancora oggi migliaia di Etiopi lavorano nelle piantagioni di caffè, dove vengono prodotte alcune delle varietà di caffè Arabica più pregiate al mondo. Un detto etiope recita “Buna dabo naw”, cioè “Il caffè è il nostro pane”. Ma in Etiopia il caffè è prima di tutto una tradizione secolare, accompagnata da un rituale affascinante e inebriante: la cerimonia del caffè.

La preparazione del rituale

Il rituale viene solitamente condotto da una giovane donna vestita con tradizionali abiti cerimoniali. La preparazione parte dai chicchi di caffè verde, che vengono lavati, sbucciati e tostati all’interno di un grande recipiente forato posto sopra un braciere dove bruciano profumatissimi incensi. Il tutto è posizionato sopra un tappeto o un letto di erba e fiori.

Come si prepara il caffè etiope

Una volta tostati, i chicchi vengono tritati a mano all’interno di un mortaio di legno o di pietra e vengono versati nella jebena, un’anfora di coccio contenente l’acqua bollente aromatizzata con polvere di zenzero. Dopo qualche minuto il caffè viene versato dalla donna, con gesti eleganti e precisi, nelle tazzine (fingiàn). Un filtro di stoppa o crine viene posizionato sul beccuccio della jebena per filtrare il caffè mentre viene versato.

Come si beve il caffè nel rito etiope

Quando il caffè allo zenzero è pronto, il bimbo più piccolo della casa porta la prima tazzina al più anziano presente nella stanza, come simbolo dell’unione tra le generazioni. Il caffè viene poi servito a tutti i familiari e gli amici che hanno assistito alla cerimonia. Il caffè viene consumato con l’aggiunta di zucchero e senza latte. La tradizione vuole che ogni partecipante beva tre tazzine di caffè durante ogni rituale. La terza (chiamata Bereka) rappresenta una benedizione.

 

caffe-o-te-hong-hong-YuangyangTè o caffè? La soluzione per gli eterni indecisi tra tè e caffè viene da Hong Kong, si chiama Yuanyang e sembra che chi l’ha assaggiato non possa più farne a meno. Servito originariamente nei dai pai dong, i chioschi che vendono cibo e bevande sulle strade di Hong Kong, negli ultimi anni lo Yuanyang è diventato una bevanda immancabile nel menu di ogni cha chaan teng (letteralmente “ristorante del tè”) e sta prendendo piede anche Stati Uniti. Ecco come si prepara uno Yuangyang.

La ricetta dello Yuanyang

Lo Yuanyang è composto da un terzo di caffè e due terzi di tè. Per un vero Yuanyang, il tè deve essere preparato alla moda di Hong Kong, utilizzando una miscela di tè neri a cui si aggiunge latte condensato e zucchero a piacere. Lo Yuanyang viene servito in alti bicchieri di vetro e si può gustare sia caldo che freddo, con l’aggiunta di cubetti di ghiaccio.

La storia del nome Yuanyang

Yuanyang è il nome cinese dell’anatra mandarina. La caratteristica di questi animali è la grande differenza tra maschi e femmine: il maschio è più grande e sfoggia un bellissimo piumaggio colorato, mentre la femmina è semplice e minuta. Nella cultura cinese questi animali, che raramente si separano dal proprio compagno, sono il simbolo dell’amore e dell’armonia che nasce dall’incontro tra due elementi diversi. Proprio come accade con l’unione di tè e caffè in questa particolare bevanda.

BuonYuanyang!

il bombardino da bere nelle giornate di neveIl Bombardino è una ricetta tradizionale italiana a base di liquore alle uova e caffè. Il Bombardino è è una vera bomba calorica, è la tipica bevanda che ti viene servita in baita alla fine di una intensa giornata di sci, soprattutto nella zona di Livigno e dintorni. Oggi ti insegnamo la ricetta originale del Bombardino, a base di liquore all’uovo, caffè e rum, perfetta per le fredde giornate di neve grazie ai suoi 30° di gradazione alcolica.

L’ingrediente di base del Bombardino: il liquore alle uova

L’ingrediente fondamentale per la ricetta del Bombardino è il liquore alle uova. Il liquore alle uova è molto diffuso nel nord Italia, in molte famiglie si prepara in casa con una speciale ricetta casalinga, tuttavia il brevetto ufficiale si deve ad un pasticcere di Padova Gian Battista Pezziol che nel 1845 si inventa un metodo molto creativo per riutilizzare le tante uova di “scarto” nella lavorazione del torrone”.

La ricetta del Bombardino

In un pentolino scalda 2 bicchierini di liquore alle uova senza farlo bollire, poi unisci un bicchierino di rum. Prepara un buon caffè espresso italiano in un bicchiere di vetro e unisci la crema di liquore che hai appena preparato. Ricopri il tutto con abbondante panna montata e una spolverata di cacao o cannella a piacere. Servi sempre caldissimo accompagnato da biscotti secchi o cialde.

Le varianti del Bombardino

Non esiste una versione ufficiale del Bombardino e ognuno lo prepara a modo suo apportanto alcune piccole modifiche. C’è chi non mette il caffè, chi sostituisce il rum con il brandy o con il whisky, oppure la panna montata con panna liquida. La sola regola del bombardino è che deve essere abbastanza forte da farti esclamare “Accidenti, è una bombarda!”.

Buon bombardino!

una tazza di tè ti fa beneDopo l’acqua il tè è la bevanda più diffusa al mondo, secondo le stime se ne bevono all’anno circa 290 miliardi di litri. Dal tradizionale tè delle cinque inglese alla cerimonia del tè giapponese, per molti popoli la cultura del tè è molto di più di una piacevole abitudine quotidiana, è un vero e proprio rito tramandato di generazione in generazione. Il tè fa anche bene, scopri 3 motivi per bere il tè tutti i giorni.

Il tè cura l’alito cattivo

Bere tè, in particolare tè nero, può aiutare a prevenire il fastidioso alito cattivo. Il tè è naturalmente ricco di polifenoli, sostanze chimiche che rallentano la formazione di batteri all’interno della bocca, una delle cause principali dell’alitosi, inoltre contribuiscono a ridurre l’acidità del cavo orale.

Il tè protegge il cuore

Sia il tè nero che il tè verde contengono antociani, sostanze capaci di rinforzare il sistema cardiovascolare migliorando la circolazione prevenendo alcune malattie a carico del cuore e abbassando il rischio di ipertensione.

Il tè è un calmante naturale

A differenza di quanto si pensi il tè può avere notevoli effetti calmanti. Secondo uno studio tedesco il tè nero aromatizzato con radice di Valeriana è la migliore medicina naturale contro gli stati d’ansia e l’insonnia. Nell’esperimento a 202 pazienti è stato somministrato il tè alla Valeriana oppure un farmaco anti-ansia ottenendo lo stesso effetto rilassante. Se avete problemi a prendere sonno il tè alla Valeriana potrebbe diventare un’abitudine davvero piacevole.

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