il-gianduiotto-italianoOggi ti raccontiamo la storia di Gianduja, il personaggio del Carnevale che ha dato il nome al gianduiotto, l’intramontabile cioccolatino torinese a forma di barchetta rovesciata.

La maschera di Gianduja

Gianduja è la maschera piemontese della Commedia dell’Arte. Il personaggio di Gianduja compare per la prima volta all’inizio dell’Ottocento nello spettacolo di due burattinai piemontesi, Sales e Bellone di Oja. È l’evoluzione del personaggio di Gironi, che costò la prigione e la condanna a morte ai due burattinai perché era considerato una parodia del Duca di Genova e del fratello di Napoleone. Scappati di prigione, i due autori si nascondono in un casale a Callianetto, un piccolo paese in provincia di Asti. Qui modificano il loro spettacolo e creano il nuovo personaggio di Gianduja, simbolo del popolo piemontese e del risorgimento italiano con la sua parrucca con il codino all’insù, la coccarda tricolore sul tricorno e il boccale di vino in mano: il nome Gianduja deriva da Gioann dla doja, che significa Giovanni del boccale in piemontese.

L’invenzione del cioccolato gianduia

All’inizio del XIX secolo alcuni cioccolatieri torinesi aggiungono le tipiche nocciole “tonde gentili” delle Langhe al cioccolato per compensare la scarsità di semi di cacao dovuta al blocco napoleonico. Impastando il cacao, lo zucchero e le nocciole ottengono un cioccolato nuovo dal gusto straordinario.

L’invenzione del gianduiotto

Il gianduiotto, il cioccolatino a base di cioccolato gianduia con la sua tipica forma a trapezio o a “barca rovesciata”, nasce a Torino circa cinquant’anni dopo. È considerato il primo cioccolatino incartato della storia. In occasione del Carnevale di Torino del 1865, i nuovi deliziosi cioccolatini vengono distribuiti per le strade da un attore che impersona il personaggio di Gianduja, a cui devono il loro nome. Ancora oggi il gianduiotto è uno dei più straordinari prodotti dell’arte cioccolatiera italiana, disponibile fondente, al latte, al caffè o bianco. Le migliori varietà di gianduiotto hanno in comune due ingredienti imprescindibili: pregiati semi di cacao e Nocciola Piemonte IGP delle Langhe.

 

Long Island Iced CoffeeIl Long Island è uno dei cocktail più amati dell’estate. All’aspetto ricorda un tè freddo ma ha tutta la carica e il sapore pieno di un long drink alcolico. Oggi prepariamo una variante del drink classico e, al posto della Cola, metteremo un Cold Brew Coffee per dare un tocco di gusto e caffè alla versione originale. Ecco la ricetta del Long Island Iced Coffee.

Come si prepara il Long Island Iced Coffee

Reimpi di ghiaccio per metà un bicchiere largo e alto (del tipo tumbler). Aggiungi 1,5 cl di Vodka, 1,5 cl di Rum chiaro, 1,5 cl di Triple sec (o Cointreau), 1,5 cl di Tequila e 1,5 cl di Gin. Dopo di che aggiungi due cucchiai di succo di limone e sciroppo di zucchero. Tocco finale, riempi il bicchiere fino all’orlo con un Cold Brew Coffee (se non sai cos’è scoprilo qui).

Come servire il Long Island Iced Coffee

Il Long Island Iced Coffee è un drink estivo. Se vuoi seguire la moda del momento puoi versarlo in un vasetto in vetro come quelli che le nostre nonne usavano per le marmellata te fatte in casa. Questo stile molto hipster di servire i drink si chiama “drink-in-a-jar”, è semplice ma di sicuro effetto. Puoi aggiungere al bicchiere alcune note estive come fettine di lime o limone, foglie di menta.

Come’è nato il cocktail Long Island?

Il classico Long Island Tea è nato negli Stati Uniti negli anni ’30, in pieno proibizionismo. La vendita di alcolici era vietata e ci si inventava ogni trucco per contrabbandare l’alcool. In molti “speakeasy” di New York e dintorni si diffonde l’abitudine di macchiare l’alcool con la Cola per mascherarlo da semplice tè freddo: così nasce il Long Island Iced Tea, un cocktail esplosivo che ha l’aspetto e il gusto di un freschissimo Tè freddo.

 

Cos'è il Cold Brew CoffeeMai sentito parlare del Cold Brew Coffee? L’estrazione del caffè a freddo è uno dei nuovi modi di bere caffè in estate. Molo amato dai maniaci del caffè il Cold Brew promette un gusto straordinariamente delicato. Unico difetto? Devi avere un bel po’ di tempo a disposizione. Oggi scopriamo come si fa il Cold Brew Coffee.

Il Toddy Coffee

Come tutti i conoscitori di caffè sanno bene il metodo di estrazione condiziona tantissimo il sapore finale della bevanda: è questo che rende così diversa una tazzina di espresso da una tazza di caffè filtro. Il Caffè Cold Brew, detto anche Cold Press o Toddy coffee è un modo di preparare il caffè completamente a freddo utilizzando una macchina molto simile ad una Coffe Filter americana. Questa tecnica è nata negli Stati Uniti negli anni sessanta e prevede un tempo di estrazione molto lungo che può arrivare anche alle 12 ore.

Come si fa il Cold Brew Coffee?

Preparare il Cold Brew Coffee è semplice, ma richiede una macchina apposita, un incrocio tra la classica caffettiera Filter e una French Press. Al piano più alto della macchina viene posizionata una brocca con acqua e ghiaccio che tramite un piccolo rubinetto fa gocciolare lentamente l’acqua in un  filtro per caffè. Al piano inferiore c’è una brocca in vetro che raccoglie il caffè finale. La miscela ideale per il Cold Brew Coffee è una miscela di Arabica di macinatura media. Per ottenere un buon Cold Brew Coffee è necessario aspettare un minimo di 3 ore.

Che sapore ha il Cold Brew Coffee?

Il Cold Brew Coffee contiene meno caffeina di tutti gli altri tipi di caffè traddizionali, è anche molto digeribile. La preparaziona a freddo ha il vantaggio di rendere il caffè meno amaro e assolutamente non acido permettendo di apprezzare sfumature che normalmente vengono cancellate dalla “cottura” della polvere macinata. Inoltre conserva il suo aroma a lungo e si può conservare in frigo per diversi giorni, per questo è l’ideale nella preparazione di ricette estive casalinghe come i cocktail al caffè o il cappuccino freddo. Il Toddy Coffe è sicuramente un modo speciale di bere il caffè in estate, da provare: basta avere molta pazienza!

Buon Cold Brew Coffee

 

Ghiaccioli al caffè fatti in casaHai mai provato a fare i ghiaccioli al caffè? Oggi ti proponiamo una ricetta dedicata a chi vuole riscoprire il piacere del caffè in una forma nuova e originale anche nei caldi pomeriggi estivi. Ti insegniamo a preparare dei deliziosi ghiaccioli al caffè fatti in casa.

Come fare i ghiaccioli al caffè

Per fare i ghiaccioli al caffè dovrai prima di tutto ottenere uno sciroppo di caffè. Il procedimento è semplicissimo, ecco le dosi per preparare 4-6 ghiaccioli al caffè.

Prima di tutto prepara l’equivalente di 6 tazzine di caffè usando la macchina per l’espresso o la moka. Versalo il caffè in un una ciotola e aggiungi due cucchiai di latte condensato, un cucchiaino di cacao in polvere e due cucchiai di zucchero di canna. Mescola fino al completo scioglimento dello zucchero. Puoi dosare gli ingredienti come preferisci, l’importante è che il risultato finale abbia una consistenza leggermente densa.

Lascia raffreddare il preparato e poi versalo in stampini da ghiacciolo di silicone. Riponi gli stampini in freezer e dopo circa un’ora, quando i tuoi ghiaccioli saranno più solidi ma non saranno ancora del tutto ghiacciati, inserisci al centro di ogni stampino uno stecchino di legno. Rimetti gli stampini in freezer per altre due ore: non appena saranno del tutto solidi, i tuoi ghiaccioli al caffè fatti in casa saranno pronti per essere gustati.

Un piccolo trucco

Se non hai in casa gli stampini per ghiaccioli, libera la tua creatività e utilizza qualsiasi piccolo recipiente di materiale antiaderente. Con un po’ di fantasia puoi anche trovare un sostituto agli stecchini di legno (una cannuccia corta e rigida da cocktail andrà benissimo).

Curiosità: l’invenzione del ghiacciolo

Il ghiacciolo è stato inventato per puro caso, più di cento anni fa, da un bambino di 11 anni di nome Frank, che in una notte d’inverno a Oakland dimenticò sul davanzale un bicchiere pieno di acqua e soda che aveva mescolato con un bastoncino di legno. Il mattino dopo estrasse il blocco di ghiaccio che si era formato usando il bastoncino come manico. Otto anni dopo Frank Epperson brevettò il ghiacciolo negli Stati Uniti con il nome di popsicle. I ghiaccioli arrivarono in Italia nel secondo dopoguerra, portati dagli americani.

Buon ghiacciolo al caffè!

 

Ivan Aivazovsky, Coffee house by the Ortaköy Mosque in Constantinople (particolare. fonte:wikipaintings.org)

Ivan Aivazovsky, Coffee house by the Ortaköy Mosque in Constantinople (particolare. fonte:wikipaintings.org)

Il caffè è protagonista di tante affascinanti leggende tramandate di generazione in generazione da millenni. Ti abbiamo già raccontato quella del pastore Kaldi, che avrebbe scoperto il potere eccitante delle bacche di caffè osservando il comportamento delle sue capre dopo aver mangiaro le preziose ciliegie rosse. Oggi ti raccontiamo un’altra antica leggenda sulla scoperta del caffè, quella dello sceicco Ali Ben Omar.

La leggenda dello sceicco Ali Ben Omar

Secondo questa leggenda, la scoperta del caffè si deve a un imam arabo, lo sceicco Ali Ben Omar. Lo sceicco era in viaggio verso la città di Mocha insieme al suo maestro Schadeli. Il maestro morì durante il viaggio, forse a causa della peste che affliggeva le città arabe. Ali Ben Omar, rimasto solo, fu preso dallo sconforto e pensò di fermarsi, quando gli apparve un angelo che lo incoraggiò a proseguire il suo viaggio.

Arrivato nella città di Mocha, Ali guarì moltissimi malati di peste: tra questi, la figlia del Re, di cui si innamorò. Il Re, infuriato, esiliò il monaco a una vita di solitudine nelle montagne. In preda alla fame e alla sete, un giorno Ali invocò il suo maestro, che gli apparve sotto forma di un uccello meraviglioso dalle piume multicolori. L’uccello condusse Ali a un albero ricoperto di fiori bianchi e ciliegie di un rosso acceso: una pianta di caffè, fino ad allora sconosciuta.

Ali colse le invitanti drupe della pianta e scoprì che il decotto che se ne ricavava era delizioso e con straordinari poteri salutari. Lo offrì ai pellegrini che andavano a visitarlo nel suo rifugio e la sua misteriosa bevanda diventò presto famosa, tanto che la voce arrivò fino alla città. Il Re lo riaccolse con tutti gli onori e il caffè si diffuse in tutta la città per poi conquistare i palati di tutto il mondo.

 

caffe-freddo-al-cocco-ricettaOggi riscopriamo una classica ricetta estiva e ci aggiungiamo un tocco di gusto e originalità: ecco come fare un caffè freddo cremoso e ricco di gusto. Il segreto è nei due semplici ingredienti: il latte di cocco e un buon caffè italiano.

Ricetta del caffè freddo al cocco

Per fare il caffè freddo al cocco ti servono due semplici ingredienti: il caffè e il latte di cocco. Prepararlo è davvero velocissimo.
Prima di tutto, il caffè: prepara l’equivalente di due tazzine di caffè con il metodo che preferisci: con la moka o con la macchina dell’espresso. L’importante è usare una buona miscela di caffè italiano (ti consigliamo un Arabica dal sapore delicato).

Versa alcuni cubetti di ghiaccio in un bicchiere da cocktail e aggiungi il caffè ancora caldo. Questo caffè freddo non va shakerato, quindi se desideri zuccherarlo aggiungi lo zucchero al caffè prima di versarlo sui cubetti di ghiaccio. A questo punto non ti resta che aggiungere il latte di cocco nella quantità che preferisci.

Il risultato di questa semplice ricetta è un caffè freddo cremoso e dal gusto molto più ricco e intrigante di un normale caffè freddo shakerato. Guarnisci la superficie con scaglie di cocco.  Se non è ancora abbastanza cremoso per i tuoi gusti, puoi aggiungere un cucchiaio di panna montata. Un consiglio: il caffè freddo al cocco è da gustare rigorosamente con la cannuccia!

Buon caffè

 

proprieta-te-biancoIl Tè Bianco viene coltivato e prodotto in Cina, nella provincia del Fujian. Ha un inconfondibile colore argentato e un sapore davvero unico. Oggi scopriamo tutti i segreti del delicatissimo tè bianco.

Che cos’è il tè bianco

Il tè bianco si ricava a partire dalla Camellia sinensis, proprio la stessa pianta del tè nero e del tè verde. Quello che rende il tè bianco unico e prezioso è la scrupolosa selezione delle foglie con cui viene preparato. Il tè bianco viene prodotto esclusivamente con le gemme e le prime foglie della pianta del tè, caratterizzate da una lanugine color bianco-argento che dona a questo speciale tè il suo inconfondibile colore. Una volta infuso, il tè ha un colore giallo pallido. Il Bai Mu Dan, protagonista di alcune leggende cinesi dalla tradizione millenaria, è uno dei tè bianchi più pregiati al mondo, molto amato dagli intenditori per la sua texture setosa e per il sapore intenso con note mielate.

Le proprietà del tè bianco

Le gemme e le foglie giovani del tè bianco, raccolte all’inizio della primavera e lavorate in tempi brevi, fanno di questo tè una vera miniera di antiossidanti. Il tè bianco combatte i radicali liberi, rinforza il sistema immunitario, è un antibatterico e antivirale naturale e secondo alcuni studi svolge un’importante azione di prevenzione dei tumori.

 

pianta-del-caffeIl gusto e la qualità di una tazzina di caffè dipendono da tantissime variabili: il modo in cui è lavorato il chicco (lavato o non lavato), il metodo di tostatura, l’esperienza di chi prepara il caffè. Ma le proprietà e il gusto di un caffè vanno cercate prima di tutto alla sua origine: la pianta del caffè.

Com’è fatta la pianta del caffè

La pianta del caffè appartiene al genere Coffea, famiglia delle Rubiacee. In natura è un vero e proprio albero: può infatti superare l’altezza di 7 metri, ma nelle piantagioni le piante vengono potate per facilitare la raccolta delle drupe. La Coffea ha grandi foglie verdi e produce fiori bianchi che crescono a grappoli e fioriscono dopo ogni pioggia. I fiori si trasformano in drupe (o ciliegie) nell’arco di circa 9 mesi.

Le drupe hanno una buccia lucida, l’esocarpo, che diventa di colore rosso brunastro quando arriva a completa maturazione, e una polpa dolce chiamata mesocarpo. Il seme è verde, ovoidale e ha un piccolo solco nel mezzo. Può essere diviso in due parti oppure intero, come nel caso della varietà peaberry coltivata sul Kilimanjaro. Questo piccolo seme della lunghezza di circa un centimetro viene processato e tostato fino a trasformarsi in un prezioso e fragrante chicco di caffè.

Dove vive la pianta del caffè

L’habitat della Coffea sono i territori equatoriali, dove le piogge sono regolari e le temperature non scendono sotto i 17 gradi. Alcune varietà di Coffea riescono però ad adattarsi a condizioni climatiche molto particolari, generando alcune delle varietà di caffè più pregiate al mondo, come il caffè Old Java che cresce nelle terre monsoniche dell’Indonesia o alcune varietà di Robusta coltivate nel sud-est dell’India sotto la costante ombra delle montagne. Per questo oltre alle miscele di caffè sono in commercio anche i caffè Single-origin, speciali caffè monorigine dal gusto unico.

Per ogni specie, una varietà di caffè

Esistono più di 80 specie di Coffea, ma soltanto due generi sono utilizzati per la produzione di caffè: la Coffea Arabica e la Coffea Canephora, comunemente conosciuta come Robusta.

La Coffea Arabica è la specie più antica e più diffusa. Originaria dell’Etiopia, oggi viene coltivata nei territori tropicali di tuttto il mondo, a altitudini comprese tra gli 800 e i 2.200 metri. Le piante di Arabica sono molto più fragili rispetto alla varietà Robusta: hanno bisogno di costanti piogge e amano le temperature miti. Il chicco di Arabica ha un aroma delicato, è ricco di oli e contiene meno caffeina rispetto alla Robusta (circa la metà).

Il caffè Robusta si ricava dalla Coffea Canephora, originaria del Congo. Le piante di Robusta sono più resistenti ai parassiti e si adattano con facilità alle diverse temperature. Oggi il 30% del caffè prodotto è ricavato dai semi della Coffea Canephora. Il caffè Robusta è più amaro e astringente e i suoi chicchi contengono circa il doppio della caffeina contenuta in un chicco di Arabica.

espresso-italiano-certificatoOggi ti raccontiamo la storia di una vera eccellenza italiana: L’Espresso Italiano Certificato. L’arte della caffetteria italiana nella sua forma più alta e raffinata, realizzata dai maestri italiani del caffè a partire da prodotti e strumenti accuratamente selezionati.

Cos’è l’Espresso Italiano Certificato

Nel 1998 alcuni torrefattori, produttori di macchinari, assaggiatori e altri esperti dell’arte del caffè fondano l’Istituto Nazionale Espresso Italiano (INEI) con l’obiettivo di difendere la qualità dell’espresso italiano.

La certificazione Espresso Italiano Certificato codifica le caratteristiche organolettiche del vero caffè espresso italiano e definisce per le torrefazioni precise linee guida sulle materie prime, i processi di lavorazione, gli strumenti utilizzati e la preparazione del personale.

Il vero espresso italiano

A partire dai risultati di migliaia di test sui consumatori svolti dall’Istituto Internazionale Assaggiatori di Caffè e dal Centro Studi Assaggiatori, l’Istituto ha definito le caratteristiche che un espresso italiano deve presentare per potersi definire davvero tale.

Un Espresso Italiano Certificato deve avere un’altezza di 25 millimetri in tazzina, un color nocciola intenso con riflessi fulvi, una crema consistente dalla tessitura fine e un aroma ricco di note floreali, tostate, di frutta e di cioccolato. All’assaggio deve avere un buon corpo e una texture vellutata, un gusto gradevolmente amaro senza note astringenti.

Oggi la certificazione dell’INEI è una garanzia di qualità per il consumatore e una bandiera del miglior made in Italy nel mondo. Le miscele Filicori Zecchini vantano la certificazione Espresso Italiano Certificato, un attestato a una passione decennale per l’arte del caffè.

caffe-mazagran-caffe-freddo-portogheseIl caffè Mazagran, detto anche “caffè freddo portoghese”, è una bevanda a base di caffè espresso e limone tipica del Portogallo e di alcune zone della Francia, ma il suo nome ha una storia antica che comincia in Algeria nel 1837. Oggi scopriamo la leggenda del caffè Mazagran.

La fortezza di Mazagran

Nel 1840 durante la guerra di colonizzazione dell’Algeria una truppa di soldati della Legione straniera assedia la fortezza di Mazagran, una cittadina alle porte di Algeri. Per rinfrescarsi e tenersi svegli durante le lunghe notti africane i legionari si inventano una bevanda a base di caffè, limone e rum. Al ritorno in Francia la nuova bevanda si diffonde e diventa di moda in alcuni caffè di Parigi.

La ricetta del caffè Mazagran

Preparare il caffè Mazagran è facilissimo. Prima di tutto prepara un buon caffè espresso con una miscela forte di Robusta. Versa due tazzine di caffè in un bicchiere alto e aggiungi una tazzina di succo di limone. Poi aggiungi zucchero di canna a piacere e abbondante ghiaccio tritato. Servi con una fettina di limone. Per dare un tocco esotico al tuo Mazagran puoi aggiungere un po’ di cannella in polvere.

Curiosità

Con il termine Mazagran non si identifica solo la bevanda ma anche il particolare bicchiere lungo in cui viene servito il caffè freddo alla portoghese. Il bicchiere da Mazagran può avere il manico o essere liscio, può essere di porcellana, vetro o terracotta.

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