scopri come fare la crema del caffè in casaTi sei mai chiesto come ricreare in casa la soffice cremina che ricopre l’espresso del bar? Oggi ti insegniamo un classico trucco casalingo per ottenere un caffè cremoso utilizzando la moka. Ecco i semplici passi da seguire:

  • Versa in ogni tazzina uno o due cucchiaini di zucchero semolato.
  • Metti la caffettiera sul fuoco – a fiamma lenta, in modo che il caffè bolla in modo omogeneo – e non allontanarti! Appena il caffè inizia a uscire devi essere pronto per il passo successivo.
  • Versa nelle tazzine le prime gocce di caffè che fuoriescono, quanto basta per imbibire tutto lo zucchero, ma non una goccia in più. È importante utilizzare il primo caffè perché è il più denso e corposo.
  • Sbatti energicamente con un cucchiaino fino a ottenere una spuma omogenea.
  • Rimetti la caffettiera sul fuoco e quando il caffè è pronto versalo nelle tazzine, mescolando delicatamente in modo da far emergere la crema.

Qualche trucco in più: puoi preparare la schiuma in una tazzina o in un bicchiere a parte e aggiungerla direttamente sopra ogni caffè nella quantità desiderata. Se lo preferisci, per sbattere la crema puoi utilizzare un frullatore a immersione. Il risultato finale varia anche in base alla miscela di caffè utilizzata: la qualità Arabica garantisce una schiuma chiara e finissima. E in ultimo ricorda, a casa come al bar una crema ben riuscita si riconosce dall’assenza di bolle.

Buon caffè cremoso.

Hai mai ordinato un caffè sospeso? Potrebbe succederti presto, perché la pratica si sta rapidamente diffondendo in tutto il mondo. Ma cos’è il caffè sospeso? Niente paura: non si tratta di una trovata stravagante della cucina molecolare, ma della tradizione napoletana di pagare un caffè in più al bar, in modo che un successivo avventore senza tanti soldi in tasca possa bere un caffè gratis.

Da dove viene il caffè sospeso? L’usanza è entrata in voga nel dopoguerra nell’area partenopea. Dopo essere caduta in disuso per qualche decennio, negli ultimi mesi sta tornando di moda non solo nella stessa Napoli, che festeggia ogni 10 dicembre la Giornata del Caffè Sospeso, ma sta conquistando gli amanti del caffè in tutto il mondo, dall’Australia agli Stati Uniti passando per le capitali europee e per piccole cittadine come Chichester in Inghilterra.

Ecco come ordinare un caffè sospeso all’estero:

  • In inglese suspended coffee
  • In francese café suspendu o café en attente
  • In spagnolo café pendiente
  • In svedese uppskjuten

Non è un caso che la pratica si stia diffondendo in quest’epoca di crisi, ma non bisogna dimenticare che il caffè è un piacere, ed è un piacere offrirlo. Come spiega Luciano De Crescenzo nel suo libro intitolato proprio Il caffè sospeso:

«Quando un napoletano è felice per qualche ragione, invece di pagare un solo caffè, quello che berrebbe lui, ne paga due, uno per sé e uno per il cliente che viene dopo. È come offrire un caffè al resto del mondo».il vero espresso italiano certificato di Filicori Zecchini

una tazza di vero cappuccino all'italianaCosa sappiamo di certo sul Cappuccino? Il cappuccino è una delle bevande italiane più diffuse al mondo, nella ricetta originale è composto di caffè espresso italiano di qualità, latte e ancora latte montato a vapore. Oggi in commercio esistono tante bevande simili, con nomi buffi e storpiati, ma nessuna riesce a pareggiare il successo mondiale del cappuccino.

Sull’origine del nome “Cappuccino” circola più di una leggenda metropolitana. C’è chi scommette sulla storia del Beato Marco d’Aviano, un frate cappuccino appunto, che assaggiando il caffè fatto con i chicchi vinti come bottino di guerra della battaglia di Vienna del 1683, lo trovò troppo amaro e pensò così di correggerlo con un goccio di latte.

Putroppo sulla versione del “beato cappuccino” non ci sono prove storiche, anzi esistono alcune autorevoli smentite. È più probabile che il nome provenga dall’aspetto classico della bevanda, così simile ai capelli “tosati” dei frati francescani o ancora al colore del caffè e latte, simile al tono nocciola tipico del saio.

In realtà la storia accreditata del cappuccino è molto più recente, le prime macchine brevettate sono del 1901. Sarà per questo che il cappuccino non passa mai di moda, anzi si tiene al passo coi tempi. Oggi infatti è sempre più facile ordinare un cappuccino di soya o di altri tipi di latte vegetale, una variante che rende accessibile il piacere del cappuccino classico anche a chi è intollerante al lattosio.

Al di là di verità e leggende di una cosa siamo certi, il cappuccino accompagnato da un buon cornetto alla crema è ancora la colazione preferita dagli italiani.

un bicchiere di caffè shakerato guarnito con chicci di caffèIl caffè shakerato è uno dei modi migliori di gustare il caffè anche in estate. Un caffè freddo semplice e chic, ideale come aperitivo o rinfrescante dopocena. Preparare un caffè shakerato perfetto non è difficile, ma c’è un piccolo trucco da rispettare per evitare disastri.

Ingredienti:

  • cubetti di ghiaccio
  • zucchero di canna liquido
  • caffè espresso italiano di qualità

Preparazione:
prima di tutto metti in frigo i bicchieri in cui servirai il tuo caffè freddo. Solitamente si utilizzano le coppe da Martini a coppa larga e stelo piccolo, o i flute. Poi metti 5-6 cubetti di ghiaccio nello shaker, aggiungi 3 cucchiaini di zucchero di canna liquido, infine aggiungi due tazzine di caffè espresso lungo, ancora bollente.  Scegli sempre un espresso italiano di qualità.

Ed ecco il trucco: inserisci gli ingredienti nello shaker sempre in questo ordine (ghiaccio, zucchero, caffè) per evitare che il caffè sciolga i cubetti, annacquando il risultato finale. Ora chiudi lo shaker e agita per almeno 10 secondi e filtra il ghiaccio aiutandoti con lo strainer o un cucchiaino.Servi il caffè freddo nelle coppe preraffreddate. Per aggiungere un tocco speziato puoi cospargere il caffè con cannella o anice stellato in polvere.
Buon caffè

foto UggBoy♥UggGirl

la moka è la tipica macchinetta per il caffè all'italianaLe capsule e le cialde l’hanno da tempo sorpassata sul mercato, ma per molti nostalgici e abitudinari la Moka, la vecchia macchinetta del caffè casalingo, ha ancora un insostituibile fascino fatto di aroma, sapori e ricordi. Ma Come si fa il caffè con la Moka? Chi ha inventato la Moka? Scopriamo cosa sai e cosa non sai della Moka.

Chi ha inventato la Moka? La Moka è stata inventata nel 1933 da Alfonso Bialetti per la sua azienda di Omegna. Bialetti inventa e brevetta la famosa macchina per caffè ottagonale in metallo con il manico in bachelite che presto diventerà uno dei simboli del design italiano nel mondo, tanto da essere esposta addirittura al MOMA di New York.

Perché si chiama Moka?
Il nome “Moka” viene da una città dello Yemen, Mokha appunto, una delle prime e più famose zone di coltivazione e produzione di caffè della varietà Arabica.

Come si fa il caffè con la Moka? Fare il caffè con la Moka è un rituale domestico fatto di gesti semplici. Riempi il bollitore fino alla tacchetta (normalmente un piccolo dado di metallo), riempi il filtro ad imbuto con la miscela di caffè tostato, avvita bene la parte superiore e metti sul fuoco. A questo punto tutto quello che devi fare è aspettare che la tua cucina si riempia della fragranza magica del caffè.

È più buono il caffè della Moka o il caffè espresso? È difficile dirlo, anzi è proprio impossibile. Moka ed espresso sono due mondi diversi, in qualche modo opposti, di vivere l’esperienza quotidiana del caffè. L’espresso naturalmente è legato alla tradizione del caffè all’italiana servito al bar, bevuto con amici o colleghi, mentre la Moka si collega immediatamente all’idea di caffè fatto in casa, consumato a colazione o dopopranzo con la propria famiglia.

Che tu scelga il sapore vintage della macchinetta ottagonale o il gusto più moderno di una macchina per espresso di ultima generazione, di una cosa siamo sicuri: quello che conta è sempre la qualità del caffè.

un-modo-di-bere-il-caffe-d-estateDopo una primavera capricciosa è arrivata improvvisamente la bella stagione che mette tutti i veri maniaci del caffè davanti alla semplice domanda: qual è il modo migliore di bere il caffè in estate? Le scuole di pensiero sono tante e dividono anche i più fini intenditori.

Uno dei modi più classici è il caffè shakerato: un caffè americano mixato con ghiaccio e zucchero e servito in bicchiere. I più raffinati preferiscono il caffè in ghiaccio alla leccese, tipico del Salento, aromatizzato con latte di mandorla. Molto diffuso è anche il marocchino freddo, versione estiva del tradizionale caffè marocchino. Infine non mancano i nuovi cocktail al caffè, alcolici ed analcolici da gustare come aperitivo alternativo.

La maggior parte degli amanti del buon caffè all’italiana tuttavia non rinuncia alla tazzina fumante nemmeno sotto il sole di questo caldo giugno. Ed hanno pienamente ragione. Il caffè è uno stimolante naturale ed aiuta a non farsi abbattere dal caldo e dall’umidità mantenendo il tono mentale e fisico anche nel mezzo della calura estiva. In molti dichiarano persino di preferirlo a classiche bevande dissetanti come il tè freddo, la cola o la limonata.

Il nostro consiglio? Unisci il piacere del caffè ad una coppa di gelato artigianale di qualità, alla crema o alla vaniglia. E buon affogato al caffè!

foto: moedermens cc

chicchi di caffè di varietà arabicaChe cos’è il caffè? La domanda può sembrare scontata, in realtà la bevanda profumata che beviamo tutti i giorni nasconde ancora molti misteri irrisolti.

Il caffè nasce dalle bacche di una pianta sempreverde del genere Coffea, della famiglia delle Rubiacee, un arbusto orginario del Corno d’Africa. Le specie più diffuse di questa magica pianta sono la Coffea Arabica e la Coffea Canephora (o Robusta) che sono anche le due varietà di caffè più diffuse.

Le leggende sulla sua scoperta sono veramente tantissime, da quella del pastore etiope che notava le sue capre “agitate” dopo aver masticato le foglie di caffè selvatico, a quelle più fantasiose e paranormali con tanto di angeli dal paradiso, a quelle più verosimili come l’incendio di un bosco in Abissinia che avrebbe svelato accidentalmente agli esseri umani l’incredibile aroma delle bacche tostate.

Il nome caffè deriva dall’arabo “qahwa” che si è poi trasformato in caffè “Kahve” presso i turchi, primi grandi consumatori di caffeina, ed è arrivato in Europa diventando Caffè, Coffee, Café. Ma forse il nome non importa, quello che conta davvero è solo il profumo inconfondibile che ci sveglia ogni mattina e accompagna le nostre giornate.

Per scoprire di più sul caffè scopri la nostra guida Tutto sul Caffè.

il tipico caffè in ghaiccio alla lecceseIl caffè in ghiaccio è un modo di bere il caffè tipico del Salento ed in particolare della zona di Lecce. È una preparazione fresca e dissetante. Una valida alternativa al classico caffè espresso perché non altera le proprietà e l’aroma della miscela. Preparare il caffè in ghiaccio è semplice se conosci il trucco.

Prendi un bicchiere basso e largo, riempilo fino all’orlo di cubetti di ghiaccio. A parte prepara un espresso in tazzina e zuccheralo a piacere. Naturalmente scegli un espresso italiano di qualità. Versalo ancora bollente nel bicchiere e servi subito.

Tutto il segreto di un caffè in ghiaccio perfetto sta nel ghiaccio che non deve essere annacquato ma “asciutto”, ovvero non deve essere tritato ma provenire direttamente dal freezer o dalla macchina del ghiaccio, in grandi cubetti.

Se senti ordinare un caffè in ghiaccio “soffiato” non spaventarti. Si chiama così l’abitudine di passare il bicchiere per qualche secondo sotto il getto di vapore della macchina da bar per renderlo leggermente più cremoso. Se preferisci aggiungere una sfumatura in più puoi sostituire lo zucchero con latte di mandorla da versare freddo appena prima di gustare il tuo caffè in ghiaccio.

Buon caffè

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