il caffè corretto è una tradizione italiana (Foto di Lorenzo Grandi)Il caffè corretto è un caffè espresso arricchito con qualche goccia di liquore o distillato, è uno dei modi più classici di bere il caffè in Italia. Il tipico corretto italiano è servito liscio con l’accompagnamento (a parte) di un bicchierino di grappa.

Come si beve il caffè corretto?

C’è chi aggiunge solo parte della grappa al caffè, tenendone un po’ da parte per “risciacquare” il fondo della tazzina. I dialetti del Nord-Est hanno addirittura una parola per questa operazione: resentìn. I liquori più usati per correggere il caffè sono la grappa, gli amari, il whiskey (o la crema di whiskey) e liquori a base di anice, come la sambuca o il mistrà. Ecco qualche idea per ordinare un caffè corretto diverso dal solito:

Caffè al maraschino
Come lo beveva Nico Giraldi, il Maresciallo reso celebre da Tomas Milian. Il maraschino è un liquore tipico della Dalmazia, derivato dai noccioli di amarena.

Caffè al bicerìn
Il bicerìn è un liquore torinese a base di cioccolato gianduja. Dolce e cremoso, nei bar storici di Torino viene servito direttamente in tazzina insieme al caffè, con l’aggiunta di una scorzetta di limone.

La Moretta
Originaria di Fano, la Moretta è il non plus ultra dei caffè corretti: alla base ci sono rum, brandy e liquore d’anice, miscelati con zucchero e scorza di limone o di arancia. L’espresso viene poi aggiunto delicatamente in modo che i due strati (anzi tre, non può mancare la cremina a ricoprire il tutto) rimangano separati.

Café-calva
Il caffè corretto è diffuso anche in Francia, dove viene chiamato café arrosé (letteralmente “annaffiato”). In Normandia, l’usanza italiana si è fusa con una prelibatezza locale: il Calvados, il famoso distillato di sidro di mela. Café-calva è la parola d’ordine per ordinarlo.

Corretto all’orujo
Carajillo è la parola che devi usare per ordinare un corretto in Spagna. Si narra che i conquistatori spagnoli a Cuba lo inventarono per caso, mescolando caffè e rum nell’intento di riscaldarsi. Ti proponiamo un’altra variante iberica, più raffinata: il carajillo all’orujo, un particolare tipo di acquavite derivato dalle uve della Galizia.

Questi sono solo cinque abbinamenti possibili, ma le vie del corretto sono infinite: per nuove idee non devi far altro che viaggiare con la mente di nazione in nazione e di liquore in liquore, dall’ouzo greco all’akvavit scandinavo. L’ingrediente che non può mancare è solo uno: un buon espresso italiano.

E mi raccomando non esagerare…

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